La legge 21 febbraio 2025 n. 15, che ha convertito il Decreto Milleproroghe (D.L. 202/2024), introduce significative proroghe e misure transitorie di rilevante interesse per il mondo imprenditoriale.
Rapporti di lavoro e contrattazione
Una delle modifiche più rilevanti riguarda i contratti a tempo determinato, con la proroga al 31 dicembre 2025 del regime transitorio che consente alle parti di definire direttamente le causali di assunzione per contratti superiori ai 12 mesi, in assenza di specifiche previsioni della contrattazione collettiva.
Tale disposizione offre maggiore flessibilità organizzativa alle imprese, permettendo di stipulare contratti fino a 24 mesi per esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva individuate tra datore di lavoro e lavoratore.
Adempimenti ambientali e tracciabilità
Il decreto interviene significativamente sulla gestione dei rifiuti, rinviando al 14 aprile 2025, subordinatamente subordinata all’adozione di un decreto ministeriale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), l’obbligo di iscrizione al RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) per le imprese che producono rifiuti speciali pericolosi o non pericolosi con più di 50 dipendenti.
Questa proroga risponde alle numerose richieste del mondo imprenditoriale, considerando la complessità dell’adeguamento ai nuovi sistemi di tracciabilità digitale.
Settore edilizio e immobiliare
Nel comparto edilizio, il Milleproroghe estende da 30 a 36 mesi la proroga straordinaria per i permessi di costruire rilasciati entro il 31 dicembre 2024, offrendo alle imprese del settore maggior tempo per l’avvio e il completamento dei progetti edilizi.
Parallelamente, vengono rinnovati automaticamente fino al 31 dicembre 2025 i contratti di locazione in edilizia agevolata, garantendo continuità nei rapporti locativi.
Agevolazioni fiscali e rottamazione
Particolare attenzione merita la riapertura dei termini per la rottamazione-quater, che consente la riammissione dei contribuenti decaduti per mancato o tardivo versamento delle rate in scadenza al 31 dicembre 2024.
La domanda di riammissione deve essere presentata entro il 30 aprile 2025, con possibilità di pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2025 o rateizzazione fino a dieci rate.


